Il processo telematico, anche noto con la sigla Pct (processo civile telematico) è stato introdotto dal  D.P.R. 123/2001 ed è una diretta conseguenza delle disposizioni della Legge del 15 marzo 1997, n. 59, e del D.P.R. 10 novembre 1997, n. 513. Norme queste relative alla sottoscrizione di documenti informatici con firma digitale.

Ma qual è l'obiettivo del processo telematico? In un'ottica di digitalizzazione dei documenti e degli atti della pubblica amministrazione, anche la giustizia si adegua ai tempi moderni istituendo il processo civile telematico che permette di risparmiare moltissimo in termini di spazio. Infatti il processo telematico permette di passare lentamente dal sistema cartaceo (anche detto analogico) a quello digitale. Sicuramente avrete notato che i tribunali non sono proprio i luoghi più ordinati del mondo. Intere scrivanie sono sommerse da faldoni e cartelline piene di documenti, ebbene il processo telematico aiuta a risolvere proprio il problema degli archivi. Gli atti del processo vengono prodotti non più in forma cartacea ma bensì in forma digitale e trasmessi quindi per via telematica.

Il passaggio dal vecchio sistema...

Il vecchio sistema prevedeva per qualsiasi causa la formazione di un fascicolo, ossia una cartellina con gli atti del processo, che ora sarà solo digitale. Si elimina quindi tantissima carta con un risparmio sia economico che ambientale. I vantaggi del processo civile telematico sono quindi sotto gli occhi di tutti, ma vediamo come procede l'iter normativo. Le ultime fasi sono state scandite proprio un mese fa.

Il 7 luglio 2014 in commissione giustizia, si è discusso il decreto “semplificazione”, quello che introduce proprio il Pct. Il consiglio nazionale forense durante il dibattito ha suggerito alcune modifiche ed emendamenti per semplificare ulteriormente la normativa sul processo civile. In particolare si è sottolineato il bisogno di varare un Testo Unico per il processo civile telematico che miri al coordinamento con le norme del codice di procedura civile. A detta del Cnf è necessario prevedere “misure di sicurezza” in caso di disfunzioni dei sistemi informatici.

È chiaro che si vuole maggior sicurezza visto che tutto l'iter processuale avverrà telematicamente e con documenti in digitale. Spaventa ancora a molti professionisti produrre tutti i documenti non in formato cartaceo, ma il futuro si chiama digitale!




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